Il comportamento di acquisto del consumatore nell’era di Internet

Con l’avvento di Internet, ed in particolare dei Social Media, è cambiato anche il comportamento di acquisto dei consumatori che, oggi, puntano molto sull’informazione del prodotto prima del suo acquisto.

Se prima dell’avvento di Internet il consumatore, una volta ricevuto lo stimolo o l’impulso di acquisto dalla pubblicità procedeva all’acquisto dello stesso, oggi invece il consumatore prima di procedere ad acquistare un prodotto cerca informazioni, recensioni e valutazioni online dello stesso prodotto. Oggi gli acquirenti, grazie al web, stanno letteralmente nuotando nelle informazioni.

Oggi tra lo stimolo pubblicitario e l’acquisto vero e proprio del prodotto si inserisce una fase chiamata ZMOT  (Zero Moment of Truth) in cui il consumatore ricerca online le inoformazioni, le valutazioni e le recensioni relative al prodotto che prevede di acquistare a seguito dello stimolo publicitario ricevuto.

In virtù di quanto sin ora esposto è molto importante essere presenti online e cercare di conquistare il consumatore nel Momento Zero della Verità (ZMOT), come?

Attraverso attività di INBOUND MARKETING

zmot

L’INBOUND MARKETING è una stategia “customer-oriented” e non “product-oriented”; ciò significa che mette al centro le persone e non il prodotto e spesso utilizza le informazioni della rete per studiare le abitudini e le preferenze dei consumatori, in modo da costruire un prodotto e una comunicazione “su misura”.

“Perchè dovrei fare un sito ecommerce?”

L’e-commerce deve diventare un must per molti imprenditori. Però fare e-commerce non è sempre molto semplice: non basta avere un sito che sia tecnicamente valido e predisposto alla vendita per poi vendere. Bisogna anche effettuare tutte quelle attività di promozione, di sponsorizzazione, di divulgazione e di Public Relations che sono necessarie per la buona riuscita di qualunque attività commerciale.
Insomma, anche sul web, se vuoi vendere devi investire tempo e denaro!

Schettini Massimiliano

pasta e fagioli 4Di questi tempi, quando visito i miei clienti, attivi o potenziali che siano, la domanda che più frequentemente mi pongono è: “Perché dovrei fare un sito ecommerce?”

Al di là di tutte le argomentazioni valide che potrei sviscerare per rispondere ad un quesito del genere, io preferisco che in questo caso siano gli stessi clienti a trovare la risposta, e quindi non faccio altro che mettere a disposizione dei dati ufficiali, e quindi incontrovertibili, diffusi dall’Osservatorio Ecommerce B2C del Politecnico di Milano .

Se poi, come capita spesso, non hanno voglia di scaricarsi il file, non faccio altro che riassumere loro i dati principali:

Valore Vendite di siti e-commerce italiani nel 2015: 15 Milioni(+15% rispetto al 2014, dove le vendite aggiravano sui 13 milioni, addirittura +90% se rapportati agli 8 Milioni di vendite effettuate nel 2011).

Analizzando nello specifico i vari settori, quello dell’abbigliamento e calzature ha…

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Nasce Intertwine: il primo social network dedicato alla creatività condivisa

TTecnologico

“Unire le caratteristiche classiche dei libri e la comunicazione digitale e dei social network” questo è l’obiettivo di Intertwine, una nuova piattaforma web che permette agli utenti di creare, condividere e pubblicare opere editoriali multimediali collaborative.

È online da pochi giorni la versione beta di http://www.intertwine.it: sono stati implementati tutti i meccanismi social (commenti, notifiche, “like”, condivisione interna alla piattaforma e condivisione sui social network), tool per la scrittura come note e l’anteprima dell’opera multimediale.

56CUBE venture incubator di startup innovative digitali nel Sud Italia, nato all’interno dell’incubatore certificato Digital Magics quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo DM) – sostiene l’innovazione e la nascita di Intertwine, investendo 110.000 euro, e la supporta insieme a Digital Magics con servizi che coprono diverse aree: dalla finanza allo sviluppo tecnologico, dall’evoluzione strategica al marketing, dall’amministrazione alla logistica.

L’idea di Intertwine si basa su due figure: il plotter

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Ecco i 100 migliori siti per gli imprenditori

Ecco una guida molto utile agli imprenditori

TTecnologico

Il Forbes ha pubblicato la prima lista annuale dei 100 migliori siti per gli imprenditori. “Sia che siate alla ricerca di consigli sulla raccolta di capitali, sia che siate alla ricerca, in generale, di capire il vostro settore di riferimento, vale la pena dare un’occhiata”.

Toolkit del proprietario di affari

La lista è un insieme di strumenti pratici, siti di crowdsourcing finanziamento o siti con risorse educative, consigli, ispirazioni da blogger come Seth Godin e Steve Blank .

Le proposte sono state disposte senza un ordine specifico. I siti sono stati scelti per la loro capacità di affrontare argomenti di interesse per gli imprenditori.

Sono presenti siti web per aiutare a commercializzare la Start Up o per darle risalto internazionale. Inoltre si possono trovare siti che forniscono notizie e newsletter, così come forum che rispondono alle più specifiche esigenze imprenditoriali.

Ed in Italia?

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La vera sfida di Olivetti: innovare il sistema di produzione in Italia

Ieri sera, mentre guardavo la Tv, sono stato colpito dalla puntata di “Porta a Porta” nella quale si parlava della fiction, che la rai trasmetterà il 28 e il 29 ottobre, sul grande Adriano Olivetti.

Dopo aver visto alcuni sketch della fiction, devo riconoscere la grande bravura degli attori, in particolare del protagonista interpretato da Luca Zingaretti che riesce a trasmettere passione e forza al pensiero dell’industriale; insomma ti fa sentire parte della scena, ti fa vivere il singolo momento come se in quel momento ci fossi tu.

Tornando a noi, la cosa che più mi ha impressionato, dalle testimonianze raccolte ieri sera nella puntata di “Porta a Porta”, è stata la grande capacità di quest’uomo, Olivetti, di creare intorno all’azienda un ambiente sano e coinvolgente per tutti i lavoratori. Insomma, già da allora, Olivetti aveva capito che bisognava mettere le persone nelle migliori condizioni di lavoro possibili, se si volevano raggiungere obiettivi importanti.

Il suo motto: una fabbrica basata sulla bellezza e promotrice della cultura, perchè secondo lui la bellezza ci rende migliori, mentre la cultura ci rende liberi.

Gli altri punti della sua vita da industriale puntavano su orari di lavoro flessibili, il congedo di maternità per le donne fino ad un anno e la famosa settimana corta.

Che dire, un vero rivoluzionario se solo riuscissimo a portare questi ragionamenti indietro nel tempo all’epoca in cui è vissuto.

Mi piacerebbe approfondire la conoscenza di questo grandissimo personaggio. Sapreste consigliarmi qualche libro biografico?

Grazie.

La TV del futuro? Ovviamente su Internet

Negli ultimi tempi abbiamo assistito a cambiamenti solo apparenti della TV, si è cercato di catturare l’attenzione dell’utente offrendo soluzioni a “tutto schermo”: monitor giganti dal design elegante e poco ingombranti, con bellissimi display LCD, Plasma, ecc. e con l’ultima novità delle Smart TV (la televisione-internet) si è dato quell’aspetto sociale alla TV. 

Ma la televisione del futuro è Internet. Oggi siamo ancora legati da canoni, abbonamenti PayTV, palinsesti ben definiti dai broadcaster, ecc.., insomma la televisione è ancora (per poco) uno strumento nelle mani di chi la fa. Ma tra qualche mese cambierà tutto: un progetto di Sky infatti, prevede la possibilità di usufruire della Pay TV senza vincoli di abbonamento e con tariffe molto più accessibili al pubblico. Sarà infatti possibile vedere un film o una serie TV senza essere abbonati e con pacchetti dai prezzi intorno ai 10 euro. 

I motivi che hanno spinto Sky a puntare su questo progetto sono essenzialmente due: 

1. aumentare il numero degli utenti, cercando di raggiungere anche chi, pur non essendo abbonato, è interessato ai singoli contenuti di Sky e magari solo in alcuni momenti dell’anno;

2. anticipare l’arrivo in Italia di player come Netflix, Amazon e Hulu che negli USA stanno conquistando sempre più utenti, a scapito dei broadcaster via cavo.

Lo stato dell’e-commerce e le prospettive di crescita.

ImmagineE’ di qualche tempo fa la notizia di Casaleggio & Associati, secondo cui entro il 2015 il 50% della popolazione europea effettuerà acquisti online e la maggior parte delle transazioni saranno effettuate da dispositivi mobile.

Lo stato attuale del settore e-commerce in Italia è molto positivo, trascinato da dati di continua crescita; si stima infatti per il 2013 un +17% delle transazioni online rispetto all’anno precedente, per il solo settore B2C (dati ricerca Consorzio Netcomm).

A livello mondiale, invece, l’e-commerce ha superato addirittura i mille miliardi di dollari. Questo dato fa ben sperare le imprese italiane, che devono puntare ad esportare i propri prodotti sfruttando il canale e-commerce. Si stima, infatti, che le imprese italiane che vendono anche online fuori dai confini nazionali, ottengono un aumento di fatturato del 27% su quelle che non adottano questo canale.

Ma cosa contribuisce ad aumentare le proprie vendite online? Sicuramente un fattore importante su cui conviene investire è la user experience, e per questo bisogna affidarsi a professionisti, e cioè l’ottimizzazione dell’interazione con l’utente: dall’interfaccia, ai contenuti, fino alla ricerca dell’oggetto e ai passi che portano al check-out finale devono essere studiati per facilitare l’interazione con l’utente e rendere fluido il processo d’acquisto.